“Sulla scia del decreto Romani si continuano a produrre danni, applicando a Internet le regole dei vecchi media”. Lo dichiarano i parlamentari Paolo Gentiloni del Partito Democratico e Roberto Rao dell’Unione di Centro. “Ci riferiamo – aggiungono – ai regolamenti che l’Agcom sta per varare su Web TV e diritto d’autore. Colpisce che l’Autorità che aveva criticato il decreto Romani perché incoerente con il quadro comunitario e per il rischio di ‘interventi limitativi’ sulla rete, oggi si muova in quella scia. Non è giusto imporre alle Web TV una ‘tassa’ che denuncia un intento assurdamente punitivo. Non è accettabile – proseguono i due parlamentari – che il diritto d’autore nell’era di Internet sia demandato a un semplice regolamento amministrativo, al di fuori di un confronto pubblico e un coinvolgimento parlamentare, per di più ispirato a una logica restrittiva”.
“Ci auguriamo – concludono Gentiloni e Rao – che l’Agcom consideri con maggiore attenzione i regolamenti in discussione, evitando di appesantire la rete con regole limitative e velleitarie”. (Apcom)
Alla fine, gli Elkann hanno veramente venduto Gedi ai greci di Antenna. L’affare è ufficiale:…
Non cambia niente, per ora, a Repubblica. Almeno in teoria. Mario Orfeo rimarrà direttore del…
La Fieg replica alle ragioni Fnsi alla base del doppio sciopero dei giornalisti indetto per…
Scoppia il caso Citynews anche a Palermo. Dopo i licenziamenti che hanno colpito diverse redazioni…
Il decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200 in tema di proroga di disposizioni normative, è…
Braccio di ferro a Tiscali dopo la decisione di licenziare dodici giornalisti. L’Assostampa sarda è…