Nel testo del disegno di legge sulla finanziaria 2011, in corso di discussione al Senato, sono specificate le procedure per poter destinare, in coerenza con la normativa europea, le frequenze 790-862 ai servizi di comunicazione mobile in banda larga. Le frequenze previste sono quelle dei canali 61-69, oggi assegnati alle emittenti locali. Al fine di “liberare” le frequenze suddette, il provvedimento prevede un indennizzo a quelle emittenti disponibili a rinunziarvi anche perché dovranno tener conto degli ulteriori obblighi che verranno previsti per un più efficiente uso dello spettro. Obblighi da stabilire, che, se non rispettati, prevederanno sanzioni che potrebbero portare alla revoca del diritto all’uso della frequenza.
Le tv locali temono che se non verranno accettati i modesti indennizzi promessi, lo Stato possa avvalersi dello strumento delle sanzioni per costringerle a liberare le frequenze e attuare un esproprio di fatto. Secondo la Federazione Radio Televisioni (FRT), “solo un forte incremento dell’indennizzo può risolvere il problema del reperimento delle frequenze per la banda larga”.
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