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Mamma Rai? Una legge ne imponeva il cambiamento (sei Governi fa)

Cambiare la Rai è un tormentone, tipo “era meglio quando si stava peggio” o “qua non ci si arriva alla fine del mese”. Lo dicono tutti i Governi, da sempre, lo dicono tutti i segretari di partito, da sempre, e lo dicono anche tutti i vertici della Rai stessa, da sempre. Le proposte poi sempre le stesse, da destra a sinistra, renderla efficiente, privatizzarla. Tutto bene, benissimo, ma nessuno ricorda mai se le leggi valessero per tutti e non solo per qualcuno la privatizzazione della Rai è già prevista da una norma, l’articolo 21 della famigerata Legge Gasparri che prevede che entro quattro mesi dalla data di completamento della fusione per incorporazione della Rai Radiotelevisione S.p.A. nella società Rai holding S.p.A. si deve avviare il procedimento per la vendita della partecipazione dello Stato nella Rai attraverso un’offerta pubblica di acquisto.

La definizione dei tempi, delle modalità di presentazione, le condizioni e gli altri elementi  dell’offerta sono delegati al Comitato interministeriale per la programmazione economica. La fusione della Rai si è perfezionata alla fine del 2004. Sono passati dieci anni e sei Governi invece di applicare una legge dello Stato si sono occupati di fare proclami, anzi spot, sull’esigenza di cambiare la Rai. Ma perché nessuno pensa mai di applicare questa legge o, per decenza, modificarla?

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