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Europee, l’Agcom archivia due esposti per violazione della par condicio

L’Agcom ha archiviato due esposti aventi ad oggetto una presunta violazione della par condicio durante la campagna elettorale per le Europee. Le doglianze, rivolte alla Rai, sono state presentate dal Movimento 5 Stelle e dal senatore Maurizio Rossi (Gruppo per l’Italia).

Le ragioni del M5S

I grillini si sono lamentati di una sovraesposizione mediatica del Governo nel periodo compreso tra il 22 febbraio, giorno del giuramento, e il 28 marzo. Per i pentastellati sarebbero state superate le soglie di tolleranza oltre le quali i partiti che compongono la maggioranza ottengono benefici dal tempo fruito dall’Esecutivo. In una controdeduzione la Rai ha replicato che il minutaggio concesso ai membri del Governo è giustificato dalle funzioni istituzionali che da essi sono svolte.  In merito alle soglie di tolleranza, la Rai ha rilevato che non ci sono norme che limitano la presenza di soggetti istituzionali in nome del pluralismo informativo. La tv di Stato contesta anche i dati raccolti dall’M5S, che si riferiscono al cosiddetto “tempo di attenzione”, che comprende la dichiarazione governativa e l’esposizione della notizia. In tal modo i grillini non avrebbero considerato notizie aventi impatto negativo sull’operato del Governo. L’Autorità, nel disporre l’archiviazione dell’esposto, dà ragione alla Rai, dal momento che la presenza di esponenti istituzionali è ritenuta strettamente connessa al diritto di cronaca e di informazione. L’Agcom ribadisce che  monitorerà fino al 25 maggio sia i telegiornali che i programmi di approfondimento politico.  Probabilmente non sarà l’ultimo esposto del Movimento.  In questi giorni fioccano le proteste per l’annunciata presenza di Matteo Renzi durante la Partita del Cuore. L’incontro sarà trasmesso dalla Rai il 19 maggio, a distanza ravvicinata dall’election day.  La legge 28/2000, sul pluralismo radio-televisivo, vieta la presenza di esponenti della compagine governativa in programmi non informativi o politici in periodo di campagna elettorale.  Difficilmente il premier potrà coronare il sogno di giocare insieme ai campioni che hanno fatto la storia della sua squadra. Ma d’altra parte la messa in onda sulla Tv di Stato  assicurerebbe al suo partito un indubbio vantaggio  in termini di visibilità.

L’esposto di Rossi

E’ più specifico l’esposto presentato dal senatore Maurizio Rossi. Il membro del Gruppo per l’Italia ha contestato l’apparizione prolungata (per 15 minuti anziché 2)  di un banner con la dicitura “fiducia nella guida Renzi per l’Italia” durante la trasmissione dell’incontro del 27 marzo tra Renzi e Barack Obama. Nelle sue controdeduzioni la Rai ha sconfessato le dichiarazioni di Rossi, facendo presente che non esiste una normativa che disciplini il minutaggio dei banner. Inoltre anche in questo caso entrerebbe in gioco la natura istituzionale del Presidente del Consiglio, in ragione dell’eccezionalità che contraddistingue la visita del presidente USA in Italia. Anche in questa circostanza il Garante ha avallato la posizione della Rai,  decidendo di archiviare l’istanza. Per l’Agcom il monitoraggio dei banner non è tra i compiti “assegnati” dalla legge 28/2000. Nonostante ciò, la Rai è comunque invitata a non esporre i banner in maniera tale da ledere i principi a tutela del pluralismo.

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