Privacy

Amazon vince in Lussemburgo: annullata la maxi multa GDPR da 746 milioni

Negli ultimi giorni Amazon è tornata al centro dell’attenzione per una vicenda legale che dura da anni: la maxi multa da 746 milioni di euro inflitta dal Garante privacy del Lussemburgo. Una sanzione record che oggi ha subito una svolta importante, con il suo annullamento da parte della giustizia amministrativa.
Tutto nasce nel luglio 2021, quando la Commission nationale pour la protection des données (CNPD) del Lussemburgo infligge ad Amazon una sanzione senza precedenti: 746 milioni di euro, la più alta mai comminata per violazione del GDPR. Secondo l’autorità, Amazon avrebbe trattato i dati personali degli utenti senza una base giuridica adeguata, in particolare per attività di profilazione e pubblicità personalizzata. L’azienda ha sempre respinto le accuse, definendo la decisione “sproporzionata” e basata su interpretazioni poco chiare della normativa europea.

Dopo la sanzione, Amazon ha avviato un ricorso contro la decisione del garante lussemburghese, dando il via a una battaglia legale complessa e durata diversi anni. Nel 2025, un primo tribunale aveva addirittura confermato la multa, rafforzando la posizione dell’autorità privacy e ribadendo la violazione del GDPR.

Sembrava una sconfitta definitiva per il colosso dell’e-commerce. Nel 2026 arriva però il colpo di scena: la corte amministrativa del Lussemburgo ha annullato la sanzione da 746 milioni di euro. Secondo i giudici, l’analisi condotta dalla CNPD non sarebbe stata sufficientemente solida e richiederebbe un riesame più approfondito. In particolare, il punto critico riguarda la base giuridica del trattamento dei dati e l’interpretazione del cosiddetto “legittimo interesse”, uno dei nodi più controversi del GDPR.

L’annullamento non significa che Amazon sia automaticamente “assolta”. Piuttosto:

  • il caso potrebbe essere riesaminato dall’autorità

  • si apre un precedente importante per altre big tech

  • emergono dubbi sull’interpretazione del GDPR in materia di pubblicità personalizzata

Amazon, dal canto suo, ha accolto con favore la decisione, sottolineando ancora una volta la mancanza di chiarezza normativa.

Il caso Amazon-Lussemburgo dimostra quanto sia ancora aperto il dibattito sull’applicazione del GDPR. L’annullamento della multa rappresenta una vittoria importante per Amazon, ma non chiude definitivamente la partita: il confronto tra Big Tech e autorità europee sulla privacy è tutt’altro che finito.

 

Ivan Zambardino

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