Categories: Giurisprudenza

L’UE DESTINA 9,2 MILARDI DI EURO ALLA BANDA LARGA PER ABBATTERE IL DIGITAL DEVIDE

La Commissione Europea intende sostenere ulteriori investimenti in reti a banda larga veloci e ultraveloci e in servizi digitali paneuropei con particolare riguardo alle aree rurali o scarsamente popolate. Una manovra che rientra nel piano di investimenti da 50 miliardi di euro noto come “Connecting Europe”, volto a migliorare le reti europee di trasporto, energia e digitali.

Il meccanismo di finanziamento prevede sovvenzioni sotto forma di prestiti obbligazionari e, secondo la Ue, potrà attrarre altri finanziamenti privati e pubblici, dando credibilità ai progetti infrastrutturali e riducendone i profili di rischio. Almeno 7 miliardi di euro verranno utilizzati per le infrastrutture a banda ultra larga, andando ad integrare gli investimenti pubblici e privati a livello locale, regionale e nazionale. Basandosi su stime relativamente prudenti, la Commissione ritiene che le sovvenzioni per le infrastrutture di rete promuoveranno investimenti tra 50 e 100 miliardi di euro, una parte sostanziale dei 270 miliardi previsti per portare la fibra ottica in tutta Europa. L’accesso alle reti ultrabroadband è cruciale, secondo l’ Unione, per aumentare la produttività e la competitività e per creare posti di lavoro. «In questo momento di crisi, dobbiamo concentrare i nostri sforzi su settori che possono guidare la crescita. L’ICT ha questo potenziale ed è in grado di apportare benefici all’innovazione – attraverso nuovi prodotti, nuovi servizi e nuovi modelli di business – alle imprese grandi e piccole attraverso una migliore produttività e il lavoro flessibile e ai cittadini, dando loro nuovi modi non solo per fare acquisti o socializzare, ma per imparare, ricevere assistenza sanitaria, o interagire con i loro governi», ha affermato il Commissario per l’Agenda digitale Neelie Kroes, sottolineando che nell’arco di 10 anni lo sviluppo della banda larga potrebbe generare mille miliardi di euro in termini di nuove attività economiche e creare milioni di posti di lavoro.
Per Luigi Gambardella, presidente del board di ETNO, il piano Connecting Europe dimostra che l’esecutivo europeo «considera il settore ICT come motore della crescita». Tuttavia, secondo ETNO, il finanziamento pubblico deve essere limitato alle aree remote in quanto «Destinare risorse pubbliche al settore ICT, in assenza di un chiaro contesto a favore degli investimenti, diminuisce l’ efficacia del finanziamento stesso», ha concluso il presidente ribadendo che la realizzazione delle NGN richiede un approccio normativo specifico che tenga conto dei rischi connessi e rifletta la realtà competitiva di ciascun paese.
(Key4biz)

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