Entro gennaio il nuovo direttore. Poi, nel 2009, Liberazione dovrà reggersi sulle sue gambe visto che Rifondazione comunista non ha più soldi, dopo aver fatto i conti con il buco di tre milioni e mezzo di euro del suo quotidiano nel 2008. Claudio Grassi, numero due del Prc e responsabile organizzazione, conferma le decisioni assunte dal Comitato politico nazionale e sottolinea: «C’è urgenza di intervenire in modo rigoroso. Andremo avanti con quanto è stato stabilito, non abbiamo alcuna intenzione di tornare indietro. AI 31 dicembre è stato revocato il Consiglio di amministrazione di Liberazione e tutti i poteri sono stati affidati al rappresentante legale del partito, il tesoriere Sergio Boccadutri», per altro esponente della minoranza di Vendola, «mentre per quel che riguarda la direzione politica del giornale abbiamo deciso di individuare un nuovo direttore». A prendere la decisione finale sarà, secondo statuto, la direzione del Prc, che con ogni probabilità di terrà entro la metà di gennaio. AI momento non si fanno nomi, ma in passato era emerso quello dell’ex capogruppo di Rifondazione al Senato, Giovanni Russo Spena.
«Sansonetti – dice ancora Grassi -ha portato Liberazione in un vicolo cieco, in una situazione sostanzialmente fallimentare. Il partito deve coprire i tre milioni e mezzo dell’enorme buco del 2008 e le vendite hanno toccato il minimo storico, tra le 5 e le 6 mila copie». (Dalla rassegna stampa ccestudio.it)
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