“C’è un esperimento in corso, l’idea è quella di abituare l’Italia a meno informazione e a un’informazione più addomesticata, e la storia ci insegna che purtroppo ci si abitua, che le svolte maturano senza che i cittadini se ne rendano conto subito”. In un’intervista a ‘Prima Comunicazione’, in edicola da domani, Gad Lerner l’allarme sui rischi che corre il mondo dell’informazione. “L’assenza di informazione o la presenza di un’informazione guidata da tg faziosi e addomesticati non fanno altro che aumentare l’inconsapevolezza generale e la crescita di un nuovo conformismo”, afferma.
“La licenza verbale, il ritorno di un linguaggio giornalistico e televisivo degno della difesa della razza, il giornale fascista degli anni Trenta, le campagne contro rom e romeni, l’associazione tra un’intera popolazione e un’etichetta criminale: sono tutte cose – osserva ancora il conduttore dell’Infedele’ – che hanno dato un contributo nefasto al degrado culturale di questo Paese, riabituandolo a logiche discriminatorie e xenofobe che si sono tradotte in atti legislativi, ma che prima ancora sono entrate nella vita di tutti i giorni delle persone”.
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