Salta dalla legge comunitaria la nonna, battezzata “bavaglio al web”, secondo la quale un qualunque soggetto interessato avrebbe potuto chiedere al provider la rimozione su internet di informazioni da lui considerate illecite o la disabilitazione dell’accesso alla medesima. La norma, che era stata introdotta in commissione alla Camera su iniziativa del leghista Gianni Fava, è stata cassata dall’Aula con l’approvazione di sei identici emendamenti soppressivi presentati da Pdl, Idv, Pii, Api, Pd e Udc. Gli emendamenti hanno cancellato l’intero articolo 18 del testo e sono passati con 365 voti a favore, 57 con-trari e 14 astensioni.
«Non mi fermo qui, vado avanti. Da qui a fine legislatura mi riprometto di trovare una soluzione». Così Gianni Fava, deputato leghista “padre” della norma non si arrende dopo la bocciatura della Camera dei Deputati: «?Ho solo cercato di attuare una norma europea».
Euforico Di Pietro, e con lui tutti gli esponenti dei gruppi che hanno abolito la norma. Contro la norma bavaglio si era mobilitato tutto il mondo internet, molti blog correvano infatti seriamente il rischio di essere chiusi sotto il peso di azioni giudiziarie mentre da sempre la Rete è considerata un terreno di massima libertà espressiva. Adesso, con questa decisione, il clima si è decisamente rasserenato, almeno per questa legislatura sarà difficile che passino altre proposte del genere.
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