Al Cebit di Iptv si è parlato molto di set top box digitali. Ciò su cui tutti sembrano d’accordo è che il futuro della tv si chiama interattività: gli utenti diventano soggetti attivi nella fruizione dei programmi in palinsesto, vengono invitati a interagire con contenuti locali, a condividerli con gli altri utenti della community, a partecipare a giochi e ricevere informazioni pubblicitarie on line. Le infrastrutture, le tecnologie, i terminali e i servizi dovranno andare in questa direzione: interattività, alta definizione e facilità di produzione e consumo di contenuti auto-generati. L’Iptv di domani deve essere facile da usare e da connettere con altri media, economicamente accessibile e ricca di contenuti rilevanti, esportabile su diversi schermi e personalizzabile secondo gusti ed esigenze. Con l’obiettivo di fidelizzare i consumatori e offrire agli operatori l’opportunità di cavalcare nuovi orizzonti di business, al Cebit le tedesche Arcor e Avm hanno presentato set top box dotati di estesa capacità di archiviazione di contenuti video (fino a 160 GByte) e di strumenti avanzati (connettività Wi-Fi e interfaccia Hdmi) per portare la Tv on demand in alta definizione sugli schermi di casa. La ricetta della scandinava Ericsson è, invece, una tv personalizzabile: film, video e notiziari ci seguiranno ovunque, su qualsiasi dispositivo.
Negli ultimi mesi il legislatore è intervenuto con decisione sul tema della pubblicazione degli atti…
Non solo giornale. Dal 9 aprile Il Foglio amplia il proprio progetto culturale con il…
Che mazzata per Netflix: i rincari erano ingiustificati, ora il colosso dello streaming dovrà risarcire…
In buona salute il bilancio di Feltrinelli: il gruppo ha comunicato che, nel 2025, sono…
Stampa Romana torna sullo sciopero e sulla necessità di rinnovare il contratto dei giornalisti. E…
Il “pezzotto” non è un (vero) affare: usare i servizi pirata è pericoloso. E non…