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INTERCETTAZIONI/ SI PREPARANO INIZIATIVE DI PROTESTA DI EDITORI E GIORNALISTI DOPO IL SÌ DEL SENATO

Nel ddl approvato ieri dal Senato sulle intercettazioni queste ultime saranno possibili solo per i reati puniti con più di cinque anni, oltre quelli contro la Pubblica amministrazione. I telefoni possono essere messi sotto controllo per 75 giorni al massimo. Se c’è necessità, vengono concessi altri tre giorni prorogabili di volta in volta con provvedimento del Gip.
Quanto a divieti e sanzioni, gli atti delle indagini in corso possono essere pubblicati non tra virgolette ma con un riassunto. Gli editori che li pubblicano in modo testuale rischiano fino a 300 mila euro di multa. Le intercettazioni non sono pubblicabili fino a conclusione delle indagini. Gli editori che non ottempereranno al divieto saranno multati con 300 mila euro, che diventano 450 mila se si tratta di intercettazioni di persone estranee ai fatti. Colpiti dalle nuove norme pure i giornalisti: fino a 30 giorni di carcere o una sanzione fino a 10 mila euro, se pubblicano intercettazioni durante le indagini o atti coperti da segreto.
Chi passa alla stampa intercettazioni o atti coperti dal segreto istruttorio rischia da uno a sei anni di carcere. Le registrazioni effettuate di nascosto sono permesse solo ai giornalisti professionisti e pubblicisti: possono essere realizzate se riguardano l’interesse dello Stato o servono per dirimere controversie giudiziarie. Non sono più permesse ”cimici” in casa o in auto per registrare le conversazioni degli indagati. Le nuove regole si applicheranno anche ai processi in corso.
Cresce la protesta il giorno dopo del sì del Senato al voto di fiducia sul disegno di legge sulle intercettazioni che ora passa al vaglio della Camera.

FNSI
La Federazione nazionale della stampa (Fnsi) ha deciso di promuovere alcune iniziative ”per significare con immediatezza l’allarme grave che si pone non per questo o quel cittadino di destra o di sinistra ma per il corretto svolgersi del circuito democratico”. Uno sciopero dei giornalisti è stato fissato per il 9 luglio, data che però potrebbe slittare se la Camera dovesse rinviare il proprio pronunciamento alla fine di luglio. Lo sciopero, infatti, dovrà coincidere con la giornata finale di discussione del disegno di legge.
FIEG
La Federazione degli editori ha chiesto la pubblicazione di un comunicato con la veste grafica di un necrologio sui quotidiani. ”Il testo licenziato dal Senato non realizza l’obiettivo dichiarato di tutelare la privacy – si legge nella nota – ma ha semplicemente un effetto intimidatorio nei confronti della stampa. Ne sono dimostrazione le pesantissime sanzioni agli editori”.
SKY
Sky Tg24 da ieri sera è listato a lutto.

USIGRAI
Il sindacato dei giornalisti Rai ha chiesto alle testate del servizio pubblico di manifestare ”anche graficamente” la propria protesta contro il disegno di legge che regola le intercettazioni. Nei Tg della Rai di ieri sera è stato letto un comunicato che denunciava ”la discesa del silenzio di Stato sull’Italia”. Non è invece stato accolto l’appello lanciato da Carlo Verna, segretario del sindacato dei giornalisti Rai, che proponeva ai direttori dei Tg di ”consentire all’autore del servizio o al conduttore di evidenziare, finché la proposta Alfano non diventa legge, quando notizie date non saranno più pubblicabili in futuro”.
QUOTIDIANI NAZIONALI
”La Stampa” di oggi ha deciso di lasciare in bianco le rubriche quotidiane di Massimo Gramellini e Jena. Ezio Mauro, direttore di ”Repubblica”, spiega oggi ai suoi lettori ”il perché di una prima pagina bianca” che vuole testimoniare come ”ieri è intervenuta per legge una violenza nel circuito democratico attraverso il quale i giornali informano e i cittadini si rendono consapevoli, dunque giudicano e controllano”. ”L’Unità” ha la prima pagina listata a lutto. ”Il Manifesto” pubblica una vignetta di Vauro in cui la tradizionale battuta è uno spazio bianco.
INTERNET
Tra le varie iniziative di protesta, Francesco Pardi, senatore dell’Idv, ha annunciato l’apertura di un sito web in Belgio per pubblicare alcune intercettazioni: ”Noi pensiamo che sia fondamentale rendere pubblico ciò che è di interesse pubblico. Siccome la legge introduce un’omertà di Stato vera e propria, riteniamo nostro diritto andare contro l’omertà di Stato”.

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