Il ministro del lavoro Elsa Fornero, ha annunciato ieri un decreto sugli esodati (i lavoratori che si trovano nel limbo lavorativo, perché hanno oltre i cinquanta anni di età e si trovano tagliati fuori dal lavoro ma ancora non ammessi alla pensione) , in vista dell’incontro di oggi per il vertice con Cgil, Cisl, Uil e Ugl.
Il nodo esodati è infatti ancora in fase di stallo come la riforma del lavoro da tempo in stato di sospensione in Parlamento.
Tra le possibili soluzioni per fare fronte al problema è stato contemplato il rientro in azienda dei lavoratori ,solo per il tempo necessario a raggiungere i nuovi requisiti pensionistici introdotti dalla nuova riforma o ancora la soluzione che è anche maggiormente auspicata da sindacati e lavoratori, quella dell’estensione dell’ esonero che interessa i primi 65mila individuati dal governo, che potranno quindi andare in pensione con le vecchie regole, anche a tutti gli altri lavoratori interessati.
La situazione risulta comunque giunta ad una fase di insostenibilità sociale come sottolinea Cesare Damiano, capogruppo Pd, e gli fa eco Susanna Camusso che afferma che prima di arrivare a un punto di non ritorno è auspicabile che il governo cambi la politica economica.
Intanto le ultime dichiarazioni del ministro Fornero arrivano dall’assemblea di Confcooperative e sono di ammissione di colpa per quanto riguarda la mancata attenzione in tempo verso i profili più deboli della società, giustificando però le sue scelte governative in nome del tentativo di una crescita in breve del paese che a dispetto di quanto auspicato, non si è verificata.
Il ministro del welfare si è detto anche consapevole del rischio di incentivo al lavoro nero a seguito del momento di crisi del mercato lavorativo ma spinge però il paese a non cadere in questa trappola e ad affrontare con fiducia la crisi.
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