L’eurodeputato di Forza Italia Salvatore Iacolino, coordinatore per il gruppo Ppe nella Commissione Libe, Libertà pubbliche del Parlamento Ue, ha inviato un’interrogazione all’esecutivo comunitario chiedendo spiegazioni sulla vicenda del blocco della procedura di nomina del nuovo garante europeo per la privacy, che doveva entrare in ruolo lo scorso 16 gennaio. Iacolino invita la Commissione Ue a chiarire “se intende rinnovare la procedura con un solo bando, oppure con bandi distinti per le due funzioni” di supervisore e di vice, il primo con un ruolo politico ed il secondo tecnico, una soluzione gradita anche al governo tedesco. Altra domanda, quella relativa ai costi sostenuti per la prima selezione, lanciata a luglio e stoppata a metà dicembre da un Comitato di valutazione composto da alti funzionari della Commissione Ue e da esperti esterni. Quindi si chiede di chiarire proprio il ruolo di questo Comitato, che non rispetterebbe “le prerogative del Parlamento”, a cui spetta, assieme al Consiglio, il giudizio sulla bontà dei candidati. Infine una questione di fondo: “come la Commissione intende garantire la privacy dei cittadini” con un garante “che nei prossimi mesi potrebbe non essere nella condizione di esercitare pienamente il suo mandato?” Martedì pomeriggio la Commissione Libe ha chiesto nuovamente chiarimenti alla Commissione. Tra i cinque candidati non considerati idonei per mancanza di “visione” politica, figurava anche Giovanni Buttarelli, attuale vice garante Ue alla privacy.
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