I social network stuzzicano la fantasia delle aziende che iniziano a programmare, anche in Italia, i primi investimenti pubblicitari su un medium ancora in erba, almeno dal punto di vista dell’advertising. In cima ai desideri di imprenditori e multinazionali c’è Facebook. Primo nella lista anche nelle menti dei responsabili marketing, inebriati dalla valutazione stellare del social network – 500 miliardi di dollari – emersa con l’avvicinarsi della quotazione a Wall Street. L’audience di Facebook, che, solo in Italia, conta 12 milioni di utenti fa gola ai signori dello spot. Che tradotto significa andare a pescare i consumatori nell’affollatissima agora virtuale – che è soprattutto luogo attivo di relazioni, al contrario della televisione – dove trascorrono una quota crescente del loro tempo.
Ci sono aziende, come la Danone, che hanno promosso un sondaggio online, proprio su Facebook, per capire quale fosse il gusto dello yogurt più amato dal popolo della rete. Oppure Ferrarelle che da poco investito 100 mila euro per portare online, sempre su Facebook, la campagna Unicef per i bambini del Ciad, contro la carenza d’acqua con un’applicazione ad hoc che ha raccolto quasi 50 mila “fan” in poche settimane.
“Facebook è più frequentato persino di eventi televisivi come la finale di Champions League – racconta Luca Colombo, country manager per l’Italia di Facebook – quindi è naturale che i pubblicitari siano ingolositi dai social network. Anche gli imprenditori hanno capito le potenzialità dello strumento anche perché, poi, i ritorni in termini di feedback si vedono”. (Il Sole 24 Ore)
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