L’Agcom è uno «spreco di soldi pubblici». Lo ha detto il leader del Movimento 5 stelle, Beppe Grillo, dopo le nomine alle authority da rinnovare.
Per Grillo si tratta di «una copertura per il controllo dei media da parte dei partiti. Una presa per i fondelli. Va chiusa, Monti la tagli».
Sul suo blog, il comico ha chiesto: «Chi elegge il consiglio di cinque membri dell’Agcom? I partiti, nella fattispecie i segretari di partito che dettano la linea ai parlamentari. Nella migliore tradizione inciucista, Pdl e ‘Pd-meno-elle’ con la mosca cocchiera dell’Udc, decidono di spartirsi le poltrone del nuovo consiglio dell’Agcom».
A fare scalpore, secondo Grillo, è stata la ricerca dei partiti «di persone fidate di chiara fama da contrapporre alla candidatura di Stefano Quintarelli, un informatico molto noto e stimato nel settore».
Tra questi c’era Francesco Posteraro (eletto membro Autorità per le comunicazioni), un «homo novus caldeggiato da Bersani e Casini, laureatosi nel lontano 1973 con una tesi che fa curriculum per l’Agcom: ‘Imputabilità e vizio parziale di mente’. Funzionario della Camera dei deputati nel 1979, di cui oggi è vice segretario. Un giovane virgulto! Un esperto! Una garanzia!».
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