La manifestazione di Grillo è stato un evento, a dir poco, eccezionale; centinaia di migliaia di persone intervento per ascoltare l’unico programma che ha più stelle delle guide Michelin. Grillo ha utilizzato la rete per diffondere il suo pensiero e la latitanza della politica ha fatto da cassa di risonanza. Lui è sempre stato contro i giornali e contro i giornalisti; che gli hanno reso pan per focaccia dando il peggio di sé, pessimo l’articolo di oggi che critica Casaleggio perché ha preso l’alta velocità per andare al comizio. Su questi toni Grillo vincerà e se queste sono le argomentazioni per contrastarlo è giusto che sia così. Deciderà la gente, mettendo un segno su una scheda. Ma escludere i giornalisti, tutti i giornalisti dall’evento, osteggiarli, è un fatto gravissimo. E non per il pluralismo o per i giornalisti, figuriamoci quella è roba da chiacchiere e distintivo in un momento come questo. No, questa è la sintomatologia di un muro contro muro fondato sull’odio per l’avversario, chiunque esso sia, di una minoranza che se diventa maggioranza eserciterà i suoi, legittimi, diritti di governare il Paese sulla base dell’odio e di intollerabili discriminazioni, alzando i muri contro gli altri; a prescindere.
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