Cade un altro birillo.
Gli hacker mettono in ginocchio Microsoft, e le modalità dell’attacco non si discostano da quelle messe a punto per le incursioni nei sistemi di Facebook, Twitter ed Apple.
La dinamica è sempre la stessa, si mira a colpire i pc dei dipendenti interni e da lì si infetta l’intero apparato, lo conferma Matt Thomlinson, il responsabile della sicurezza di Microsoft.
Anche in questo caso la prima preoccupazione da parte dei vertici aziendali è quella di rassicurare gli utenti sulla salvaguardia dei dati personali, tuttavia l’allarme cresce e il numero di vittime dei cyber pirati accresce di giorno in giorno.
Le indagini sono ancora in corso, per cui i rappresentanti del colosso informatico non si sbilanciano ma è chiaro che la Cina è tra i maggiori ed al momento unici indiziati.
Dietro le incursioni sferrate ai Big delle telecomunicazioni, ci sarebbe un’unica matrice con sede a Shangai che muove le fila di un preciso disegno di distruzione nei confronti dell’America.
Il paese è indubbiamente in allarme e si cerca di giocare d’anticipo per prevenire le prossime mosse.
Staremo a vedere a chi tocca.
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