Il termine “Blog”, tanto in voga negli ultimi tempi, altro non è che l’abbreviazione di web-log, ovvero “diario in rete”.
L’America, pioniera di ogni nuova tendenza, ha tenuto a battesimo il primo blog il 23 dicembre 1997.
Ciò avveniva grazie a Jorn Barger, un commerciante americano appassionato di caccia che decise di aprire una propria pagina personale per condividere i risultati delle sue ricerche sul web riguardo al suo hobby.
Il fenomeno si è poi espanso e con esso il numero di blog sui più disparati argomenti.
Il numero di blogger, è cresciuto sempre più, sino a fare della loro attività una propria e vera professione: dal settore della moda, passando a quello dei viaggi e finendo per i blog culinari.
Il confronto cui viene immediato pensare è quello con gli scrittori tradizionali e ci sorprenderà scoprire che spesso il salto dalla pubblicazione on line a quella cartacea, è un passaggio che si verifica in molti casi. Infatti, dietro ogni blogger, c’è spesso uno scrittore che sogna di poter vedere la sua opera sugli scaffali di una libreria, la consacrazione di ogni scrittore che nessun supporto digitale potrà mai sostituire.
Numerosi sono i casi di blog che sono finiti nella filiera editoriale, come è successo alla ventinovenne francese Anna Sam che nel blog dal titolo: “Le tribolazioni di una cassiera”, racconta la sua vita di giovane laureata, senza altra alternativa lavorativa, che impiegarsi come cassiera in un supermercato e costretta a convivere con l’alienante ritmo dei bip della cassa. Il blog, investito da gran successo in Francia, è diventato un libro, ed è arrivato anche in Italia edito da Corbaccio.
Il blog, quindi, può essere un utile alleato dell’editoria libraria, fare da apripista e da vetrina a tutti gli aspiranti autori, che non vedono l’ora di lasciarsi inebriare dall’insostituibile odore di carta appena stampata del proprio libro.
Arianna Esposito
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