Quarantuno familiari di vittime della mafia hanno diffuso una lettera aperta con la quale dichiarano solidarietà al giornalista siciliano Rino Giacalone, querelato per diffamazione dalla vedova del boss Mariano Agate, deceduto il 3 aprile 2013 mentre scontava l’ergastolo in seguito alle condanne riportate per la strage di Capaci e per sette omicidi, tra cui quelli del giudice Giangiacomo Ciaccio Montalto.
I firmatari dell’appello, pubblicato anche dal sito Ossigeno per l’informazione, chiedono alla vedova del capomafia di Mazara del Vallo di ritirare la querela e di dissociarsi dalle imprese criminali del marito. Chiedono inoltre alla magistratura di respingere la “pretesa di difendere una buona reputazione inesistente, questo tentativo di abusare della giustizia per indirizzare messaggi intimidatori a Rino Giacalone e a tutti i giornalisti che, come lui, di fronte all’indifferenza generale hanno il coraggio di ricordare gli atroci crimini di cui si sono macchiate determinate persone, e di dire che i cosiddetti uomini d’onore, in realtà, non hanno nessun onore”.
Margherita Asta è la prima firmataria dell’appello pubblico sottoscritto, fra gli altri da Nando Dalla Chiesa, Salvatore Borsellino, Franco La Torre, Carla e Maddalena Rostagno, Marene Ciaccio Montalto, Alberto Spampinato. Nella lettera i firmatari manifestano “stupore e indignazione” per l’iniziativa della vedova del boss che “pretende di tutelare la buona reputazione del marito, un criminale condannato a vari ergastoli per i suoi truci delitti coinvolto in fatti di sangue disumani”.
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