L’impegno assunto dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti il 9 dicembre scorso – rafforzato dalle rassicurazioni del sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria Paolo Bonaiuti sullo stanziamento dei fondi – sul ripristino del diritto soggettivo (soppresso con la Finanziaria 2010) per i contributi pubblici all’editoria, rimangono ancora lettera morta. Un intervento ad hoc era atteso per oggi, ma non è entrato nell’ordine del giorno del Consiglio dei ministri.
“A 40 giorni dal colpo di mano di Tremonti, la situazione rimane incerta e inaccettabile”, ha spiegato Roberto Natale presidente della Fnsi. “Nessuno – ha proseguito – pensi di risolvere la questione restringendo l’erogazione del contributo pubblico alle sole testate di partito. Abbiamo bisogno di pluralismo nell’informazione e per questo non chiediamo graziose concessioni ma esigiamo il rispetto dei diritti”.
Il riferimento è alla soluzione prospettata il 9 dicembre scorso al presidente della Camera Gianfranco Fini dal ministro Tremonti ovvero l’impegno a salvaguardare le “testate storiche”.
Duro il commento di Emilia De Biase, deputato Pd: “Tremonti avoca a sé tutta la questione dei contributi all’editoria: stabilisce il quanto e vuole anche dettare i criteri del come. Così facendo si arriva a stilare una lista dei buoni e una dei cattivi”.
Da www.ilsalvagente.it
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