All’ordine del giorno della Commissione Lavori pubblici e comunicazioni del Senato c’è la discussione del decreto (atto n. 169) che dà attuazione alla direttiva 2007/65/CE (direttiva sui servizi di media audiovisivi). L’esame non è ancora cominciato e già piovono le polemiche sul presunto conflitto di interessi del Premier.
Ricordiamo che con il decreto opera una riduzione graduale dei tetti di affollamento orario della pubblicità su tutti i canali a pagamento, sia satellitari che terrestri, nel prossimo triennio (16% dal 2010, 14% dal 2011, e, a regime, 12% a decorrere dal 2012).
“Lo schema presentato dal governo introduce, del tutto illegittimamente, disposizioni che tendono, da un lato, ad impedire lo sviluppo di istruttorie in corso presso l’Agcom (come nel caso dell’esclusione dal novero dei programmi tv delle trasmissioni Mediaset +1 o di quelle pay tv e pay per view per eludere la soglia di legge del 20%); da un altro, ad eliminare le regole sui diritti residuali e sulle quote di produzione in favore dei produttori indipendenti o per rendere meno stringenti di quanto non siano già le norme in materia di pubblicità”. E’ il giudizio di Vincenzo Vita (Pd) e Giuseppe Giulietti (Gruppo Misto).
Anche i dati ADS di aprile 2026 confermano una tendenza ormai consolidata: il declino delle…
Ricordiamo che la lettera b) del comma 14 dell’articolo 8 del decreto legislativo 15 maggio…
Michele Criscitiello, proprietario e direttore dell’emittente televisiva Sportitalia, è famoso per la capacità di generare…
L’Inpgi presenta il nuovo sito all’insegna della semplicità di accesso ai servizi. L’infrastruttura digitale della…
Per anni il dibattito sulla libertà di espressione online è stato caratterizzato dalla convinzione che…
Presentati i nuovi palinsesti Rai e l’amministratore delegato Giampaolo Rossi, pronti via, rintuzza le furibonde…