”La destinazione dello spettro radio, da cui tra l’altro lo Stato potrebbe ricavare consistenti risorse economiche, pero’, non pare appassionare. Eppure, senza coinvolgere il tema frequenze, il confronto sulle Ngn rischia di rimanere monco – sottolinea il commissario dell’Autorità per le tlc -. Non a caso in Europa la tendenza e’ quella di considerare in modo complessivo tutte le piattaforme della comunicazione elettronica assoggettando frequenze e reti di telecomunicazione a un regime di regole unitario che favorisca la competizione e l’accesso ai servizi”. In questo senso, spiega D’Angelo ”bisogna recuperare frequenze da chi ne ha in eccesso e riassegnarle attraverso un’asta competitiva. Il beauty contest non basta. E la gara deve essere aperta alla partecipazione anche di soggetti non detentori di frequenze analogiche: e’ fondamentale per tutelare pluralismo e concorrenza. L’asta, inoltre, consentirebbe un introito significativo per le casse dello Stato”.
Una guida pratica per orientarsi tra codici editoriali, distribuzione e agevolazioni fiscali. Primo di tre…
Quattro milioni di euro di sanzioni e un mercato che non scompare: il paradosso del…
La pirateria ghermisce pure i libri. E no, non c’entrano le vicissitudini del Corsaro Nero,…
Il referendum fa litigare il ministro alla Famiglia Eugenia Roccella e il Cnog, “accusato” di…
L’Anci si impegna per sostenere le edicole. Dopo i dati, disastrosi, relativi ai chioschi, è…
Edicole in via d’estinzione: lo attestano i numeri. Uno studio Stampa Romana e Data Media…