Diritto all’oblio. Dopo Google, anche Yahoo e Bing dovranno adeguarsi

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tassa googleDopo Google (il principale motore di ricerca al mondo con quasi il 90% delle ricerche globali) anche Microosft con il suo Bing e Yahoo sembrano aver recepito pure loro la normativa e si apprestano a fornire una serie di elementi che permetteranno agli utenti di poter cancellare definitivamente le loro informazioni sul web per tutelare la privacy. La cancellazione delle informazioni comunque per Microsoft e Yahoo, come ha già informato Google, non avviene in maniera definitiva; i motori di ricerca infatti vogliono mantenere un certo equilibrio tra diritto sulla privacy e diritto all’informazione insieme a quello delle libera espressione. Google per questo ha istituito anche un comitato ad hoc composto da molti esperti del settore di varie città europe, in modo da eseguire le cancellazione rispettando il diritto all’oblio ma mantenendo sempre un bilanciamento sull’informazione e il diritto di espressione; per questo la compagnia ha negato la rimozione di circa 294.000 richieste considerate non congrue e deve ancora elaborarne oltre 100.000 per decidere se effettivamente i link devono essere cancellati oppure no. Stesso lungo e difficile lavoro toccherà quindi anche a Bing di Microsoft e Yahoo che, anche se in due occupano il 10% del mercato delle ricerche sul web, avranno anche loro un po’ di richieste da parte di molti utilizzatori. La novità è che di recente è stata emessa dalla Corte, una linea guida per i motori di ricerca su come portare a termine il “diritto all’oblio”. Nel dettagliato documento si spiega come ogni richiesta deve essere valutata con attenzione e ricorda che non ci sono basi legali ,ma bisogna avvisare il proprietario del sito quando viene rimosso un link . Il diritto all’oblio dovrà essere applicato in tutte le  versioni dei siti e non solo su quelli locali come “.it” per l’Italia o “.fr” per la Francia.

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