«Il digitale non ridimensiona affatto il ruolo dell’editore, anzi, lo esalta». Parola di Maurizio Costa, amministratore delegato di Mondadori, che in un’intervista al Corriere della Sera analizza il contesto di «rivoluzione digitale» con annessa «evoluzione della specie» per quanto riguarda il mondo editoriale. «Occuparsi di cultura ed educazione, informazione e intrattenimento richiede sensibilità, impegno, rigore – sottolinea -. Solo un editore li può garantire. E questo non cambierà mai». In una realtà editoriale profondamente mutata per la rivoluzione innescata dai contenuti digitali, gli editori per Costa dovranno fare un «salto culturale», ma non moriranno. «La frenata sempre più violenta del mercato, da ottobre in poi, rischia di essere solo l’anticipo di un 2012 sicuramente molto difficile», dice, ma se il quadro è «fosco» è vero pure che «qualunque crisi è in sé anche un’opportunità», quindi bando agli atteggiamenti difensivi.
«I contenuti digitali sono ormai parte integrante di ogni attività editoriale. I tablet, soprattutto, segnano una discontinuità che impone alle aziende un profondo ripensamento». Centrale è il lettore-cliente, che fino a ieri aveva un «ruolo passivo», mentre oggi «è diventato attivissimo: ha possibilità di scelta enormemente più alte, 24 ore al giorno, da qualsiasi luogo, a pagamento o gratis. E con chi gli dà i contenuti vuole dialogare: mail, blog, social network». «Con Google, Amazon, Apple ci scontriamo su questo, sul fatto che da noi vogliono i contenuti però, da monopolisti, i dati di chi ci compra nei loro ‘negozi’ se li tengono stretti». (Ansa)
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