Tra protezione del diritto d’autore e utilizzo di strumenti tecnologici che facilitano la riproduzione di opere, la Corte (sentenza del 16 luglio 2009, causa C- 5/2008) fa pendere la bilancia sulla tutela del diritto d’autore.
La Corte di giustizia parte dal presupposto che gli articoli di stampa sono frutto della creazione intellettuale dell’autore e quindi protetti dalla direttiva 2001/29 (recepita in ltalia con il Dlgs 98/2003) perché sono opere che hanno carattere di originalità. La Corte, poi, si è chiesta se la tutela del diritto d’autore deve essere assicurata nei casi di riproduzione parziale e non solo totale e, soprattutto se nella prima nozione rientri la memorizzazione di estratti di articoli di giornale costituiti da undici parole.
La normativa comunitaria – chiarisce la Corte – punta a tutelare il diritto d’autore in modo ampio: pertanto, anche le riproduzioni parziali di estratti costituiti da undici parole, raccolti in forma elettronica e reperibili attraverso l’inserimento di una parola chiave in una banca dati devono rispettare la proprietà degli autori o degli editori. Secondo la Corte, poi, in questo genere di attività non è applicabile la deroga alla tutela del diritto stabilita dall’articolo 5 della direttiva, prevista nei soli casi in cui l’atto di riproduzione sia temporaneo, accessorio o transitorio, parte integrante di un procedimento tecnologico, serva solo a trasmettere in rete fra terzi con l’intervento di un intermediario e sia privo di rilievo economico.
(Dalla rassegna stampa ccestudio.it)
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