Il magnate australiano Robert Murdoch
Quel noioso di un manager ha beffato lo “Squalo”. Comcast vince l’asta per le azioni Sky e beffa l’offerta presentata dalla Fox di Rupert Murdoch.
Decisiva è stata la quotazione che, grazie all’offerta presentata da Comcast, porta Sky a un valore quantificato in circa 35 miliardi di dollari. La multinazionale della via cavo ha battuto quella presentata dalla 21st CenturyFox: 15,68 sterline ad azione non sono bastate dato che Comcast ha offerto 17,28 sterline ognuna.
L’asta, così, fa pendere la bilancia a favore dei “rivali” di Murdoch ma toccherà all’assemblea degli azionisti ratificare la proposta. Una decisione, questa, attesa entro il prossimo 11 ottobre.
Brian Roberts, 59 anni, erede del colosso della tv via cavo americana che nell’azienda di famiglia s’è fatto le ossa coprendo ogni posizione lavorativa possibile, ha sempre mantenuto un profilo così basso da essere etichettato come “boring”, noioso.
Sotto la sua guida, però, l’azienda ha maturato importanti successi economici e strategici. Oggi Comcast, oltre a essere leader nel settore della tv, è uno dei più importanti operatori telefonici per utenze domestiche negli Stati Uniti. Ma non è tutto. Perché il fiore all’occhiello del (rilancio) della Corporation sta nell’assalto al cielo dell’immaginario. Dal 2011, infatti, Comcast risulta azionista di maggioranza di Nbc Universal, nata dall’unione (avvenuta nel 2004) tra gli studios Universal (allora proprietà dei francesi di Vivendi) e l’investimento di General Electric. Ancora oggi, Nbc Universal (che edita le reti Nbc e gestisce gli studi Universal e DreamWorks) rappresenta una delle sei major più influenti e importanti dell’industria culturale americana. L’obiettivo, a questo punto, è fin troppo chiaro: lanciare la sfida ai “cartelli” dello streaming, battere il gigante Netflix e stoppare l’ascesa di Amazon.
Con l’acquisizione di Sky, società di diritto inglese, ComCast entra nel mercato italiano dal momento che l’acquisita controlla (anche) Sky Italia.
Lo Squalo, però, sarà pure ferito (anche se c’è chi giura che, anzi, avrebbe gioito per l’altissimo incasso) ma è lontanissimo dal voler mollare. A 87 anni, dopo la batosta che ha fatto seguito al braccio di ferro con Disney (di cui conserva ancora il 4% del capitale), il magnate australiano vuole lanciarsi in una nuova avventura. Che passerebbe dal potenziamento dei canali radio che conserva nel Regno Unito.
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