Niente soldi pubblici alle grandi testate, meglio darli ai cittadini: in questi termini l’on. Silvana Comaroli (Lega Nord) spiega in una nota l’obiettivo che ha spinto il Carroccio a presentare un emendamento al ddl Sviluppo, collegato alla Finanziaria, che è stato approvato ieri dalla Camera e sarà ora discusso al Senato.
Niente soldi pubblici a quelle testate o grandi aziende che a fine anno distribuiscono dividendi fra i propri soci – afferma la Comaroli – ovvero quelle quotate in Borsa come il Sole 24 Ore o il gruppo Rcs. In un momento di crisi come questo i soldi pubblici devono essere ridistribuiti per aiutare chi ne ha veramente bisogno, ad esempio i cittadini e le piccole e medie imprese». In termini economici, spiega l’esponente leghista, «a decorrere dai contributi relativi all’anno 2009, hanno accesso alle sovvenzioni statali indirette esclusivamente le imprese editrici che abbiano inserito nel proprio statuto il divieto di distribuzione degli utili delle società. In pratica si risparmieranno circa 60 milioni di euro che, rimanendo nello stesso capitolo di bilancio, rimarranno a disposizione delle testate che fanno unicamente informazione».
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