”L’editoria già in difficoltà risente degli effetti della crisi e il governo, invece che con provvedimenti di sostegno al settore, decide di rispondere con tagli ai contributi, mettendo a rischio il pluralismo e la libertà di informazione nel nostro paese”. E’ quanto afferma il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, responsabile per le politiche dell’informazione e della comunicazione.
”L’emendamento bipartisan che rinvia di almeno un anno i tagli ai contributi all’editoria – aggiunge il dirigente sindacale – rappresenta la cartina di tornasole. In Parlamento esiste una maggioranza favorevole ma il governo si oppone. Se non sarà approvato si confermerà in modo lampante il peso di un conflitto di interessi che mette a rischio il futuro di decine e decine di testate e di oltre 4.000 lavoratori. La scelta della Federazione nazionale della stampa di indire una giornata di lotta e del tutto condivisibile e verificheremo insieme alla Slc Cgil le modalità della nostra partecipazione”.
”Ma non basta – conclude Fammoni – contemporaneamente si approvano norme sbagliate, naturalmente solo per la Rai, per l’ultimo mese di campagna elettorale che devono essere subito cambiate. Per questo siamo pronti a concordare con tutte le associazioni e i sindacati di settore le iniziative necessarie”.
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