La Corte di Cassazione, nell’ordinanza n. 2594 del 3 febbraio scorso, ha specificato la indeducibilità dall’imponibile delle società, delle somme corrisposte a titolo di sanzione dall’Autorità Antitrust. L’ordinanza spiega che la natura afflittiva delle suddette somme esclude l’esistenza di un rapporto di correlazione tra redito e costo, quando quest’ultimo dipende da comportamenti illeciti del contribuente. La sanzione pecuniaria dell’Antitrust, infatti, è circostanza che non influisce sulla nascita dell’obbligazione tributaria, in quanto derivando da attività non solo autonoma e esterna rispetto al corretto esercizio dell’impresa, ma antitetica a questa, non può qualificarsi fattore produttivo. Quindi, pretendere che costituisca costo deducibile dal reddito dell’impresa, significherebbe neutralizzare interamente la ratio punitiva della penalità.
Nei capitoli precedenti abbiamo analizzato la cooperativa giornalistica soprattutto sotto il profilo della sua organizzazione:…
“Andrei a cena pure con Totò Riina”, ha detto Sigfrido Ranucci a chi gli rimproverava…
L’estate sta finendo, è tempo di tornare a scuola ed è già polemica per l’ennesimo…
Per anni la trascrizione automatica è stata una funzione utile ma imperfetta. Si registrava una…
L’unica certezza, sempre che si possa definire tale, è che Sigfrido Ranucci non sarà più…
La pubblicità online di giochi e scommesse sta diventando un terreno sempre più difficile da…