Le parole del sottosegretario all’editoria Giuseppe Moles hanno riscosso il plauso della presidente della commissione Cultura, Vittoria Casa (M5s) secondo cui sarà necessario impedire la chiusura delle aziende e difendere il comparto per costituire così un potente e quantomai necessario argine al dilagare delle fake news e alla monopolizzazione del settore, a tutela del pluralismo. Più che le affermazioni di Casa, a colpire è il fatto che provengano da un esponente del Movimento 5 Stelle che, a quanto pare, finalmente sta mutando la sua posizione sull’editoria abbandonando le asserzioni populiste e demagogiche.
Casa, in una nota firmata subito dopo l’incontro tenutosi nel pomeriggio di ieri, ha spiegato: “Viviamo un drammatico momento di crisi nel quale il sostegno pubblico è per molti settori economici l’unica e ultima ancora di sopravvivenza. Lo stato critico dell’editoria – settore nel quale l’attuale congiuntura si sovrappone a una grande crisi strutturale che va avanti da anni – non è meno grave”.
La presidente dunque ha aggiunto: “Scongiurare la perdita di posti di lavoro e la chiusura di molte aziende editoriali è indispensabile non solo per ragioni d’equità sociale, ma anche per non impoverire il dibattito pubblico, per preservare un’editoria di qualità, per non lasciare che l’informazione sia ostaggio delle fake news o di chi esercita una posizione dominante (solitamente i pochi grandi player internazionali)”.
Quindi Casa ha concluso: “Il Recovery plan può garantire che si arrivi a una transizione senza che il settore perda pezzi importanti di sé. Occorre un pluralismo editoriale che garantisca la qualità delle notizie e dell’approfondimento giornalistico”.
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