Per Piero Ottone, 85 anni, ex direttore del Secolo XIX e il Corriere della Sera, gli aiuti di stato sono un palliativo. «Non sono i laboratori o le università a creare la formula perfetta per i giornali del 2050. Fanno pura accademia: sono le persone, il confronto a fare i giornali, interpretando al meglio l’epoca attuale e prevedendo che cosa il lettore cercherà davvero nei prossimi decenni».
L’ex direttore analizza le attuali difficoltà della carta stampata: «I gruppi editoriali stanno tagliando i costi ma, in questa congiuntura così grave appesantita dalla scomparsa degli incassi pubblicitari, non basterà. Verrà una nuova era in cui i supporti che ci forniscono le notizie e i commenti saranno diversi».
Radio, televisione e web, che catapultano il mondo in ogni angolo del pianeta, hanno creato una rivoluzione un’informazione che non si era vista negli ultimi cent’anni: «Il lettore cerca gli strumenti per decriptare i fatti, per comprenderli e sarà attratto solo dai supporti, dalle tecnologie che sapranno adeguarsi a questa sete nuova di riflessione».
(Dalla rassegna stampa ccestudio.it)
Anche i dati ADS di aprile 2026 confermano una tendenza ormai consolidata: il declino delle…
Ricordiamo che la lettera b) del comma 14 dell’articolo 8 del decreto legislativo 15 maggio…
Michele Criscitiello, proprietario e direttore dell’emittente televisiva Sportitalia, è famoso per la capacità di generare…
L’Inpgi presenta il nuovo sito all’insegna della semplicità di accesso ai servizi. L’infrastruttura digitale della…
Per anni il dibattito sulla libertà di espressione online è stato caratterizzato dalla convinzione che…
Presentati i nuovi palinsesti Rai e l’amministratore delegato Giampaolo Rossi, pronti via, rintuzza le furibonde…