Carlo Fuortes studia una exit strategy, non solo per ridere, insieme a Fiorello. L’amministratore delegato della Rai, come è noto, non dovrebbe rimanere in sella ancora per molto tempo. La soluzione, però, si troverebbe con la collocazione a nuovo incarico per l’attuale ad. Che, intanto, è stato rimbalzato dal sindaco di Milano Beppe Sala. Se Milano chiude, Napoli apre. Le voci, che corrono in queste settimane, vorrebbero Carlo Fuortes nuovo sovrintendente del teatro San Carlo di Napoli. Un incarico più che prestigioso che consentirebbe all’ad di trovare una soluzione e al governo di pensare al futuro di viale Mazzini.
Il problema, però, è nei dettagli. Il centrodestra è riuscito a trovare, non senza polemiche, la quadra sulle nomine delle grandi partecipate di Stato. Ma non sembra che abbia le idee chiarissime sulla Rai. Forse perché c’era da “mandare segnali” ma la Lega aveva sostenuto, a un certo punto, di voler mantenere Fuortes a viale Mazzini fino alla fine del suo mandato naturale che scadrebbe nel 2024. Sulla Rai, però, Giorgia Meloni si gioca una partita importante. Da una parte perché la destra è da sempre ipersensibile alle tematiche tv e della comunicazione e, pertanto, il governo intenderebbe dare un segnale per “smantellare” quello che viene vissuto come il “predominio” della sinistra nella tv pubblica. Dall’altra perché, ai tempi del governo Draghi che volle Carlo Fuortes alla guida della Rai, Fratelli d’Italia fu tenuta all’asciutto, completamente. L’unico partito d’opposizione non ebbe nemmeno un seggiolino in Cda, una scelta che definire irrituale è ancora poco. E che Meloni, con tutta evidenza, s’è legata al dito.
Cosa accadrà in Rai, per ora, è ancora difficile scoprirlo. Ma se le voci dovessero essere confermate, per Fuortes si profilerebbe un ritorno al mondo dal quale proviene, quello della grande musica. O, alla peggio, potrebbe sempre accettare – come ha detto di voler fare in una gag a Viva Raidue – di dirigere Teleminkia, il “progetto” televisivo tutto da ridere di Fiorello.
Braccio di ferro a Tiscali dopo la decisione di licenziare dodici giornalisti. L’Assostampa sarda è…
La Regione Marche torna a investire nel settore dell’editoria e dell’informazione locale con nuovi strumenti…
Le edicole rappresentano un presidio fondamentale di socialità, informazione e pluralismo nei territori. È quanto…
Nuova aggressione ai giornalisti, nel mirino stavolta finisce una troupe di Report. A denunciare l’accaduto…
Un comitato editoriale per Domani, la Fondazione ha istituito l’organismo che avrà un ruolo di…
Entro il prossimo 31 marzo 2026 è fissata la scadenza per la presentazione della domanda per i…
View Comments