“I giornali sono importanti e non scompariranno”. Ha affermato Bonaiuti, nel corso della rassegna stampa. Ha, poi, continuanto confermando il suo impegno a “tutelare l’editoria, in generale e, in particolare, la piccola editoria. Perché ci sono due esigenze: il prodotto editoriale, da un lato, è un bene economico e come tale sottoposto alle leggi di mercato, dall’altro, è un mezzo che fa circolare idee cultura e, per questo, va preservato e protetto”.
Sui contributi all’editoria ha affermato che “vanno mantenuti” ma si dovrà creare una linea di indirizzo. “Bisogna capire quale settore va protetto, quale dimensione deve avere questo settore e a quale missione deve rispondere”. Il tutto sarà valutato alla luce delle disponibilità finanziarie del Paese. E’ certo che il disegno del governo va verso una riduzione dei contributi diretti per favorire quelli indiretti: credito agevolato, credito d’imposta, agevolazioni tariffarie, agevolazioni postali. Un occhio di riguardo verrà dato anche alla distribuzione e alla rete di vendita. Il sottosegretario ha poi concluso dicendo che il problema dei contributi dovrà essere affrontato in Parlamento: “Noi proponiamo ma il Parlamento è sovrano”.
Fabiana Cammarano
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