Lo hanno già chiamato Bavaglio Costa. E sarà la prima, grande, mobilitazione generale dei giornalisti. Che inizierà questo per proseguire il prossimo anno. La Fnsi non parteciperà alla conferenza stampa di fine anno del premier Giorgia Meloni ma sarà in piazza contro “il bavaglio che si vuole stringere intorno all’informazione”. Il tema è quello della riforma, o meglio dell’emendamento presentato dal deputato centrista Enrico Costa, “che si prefigge di censurare la stampa e limitare il diritto dei cittadini a conoscere le notizie”. In particolare, si tratta del no alla pubblicazione di stralci di atti giudiziari. Una scelta che i giornalisti della Fnsi deplorano e contro cui annunciano una mobilitazione importante. Invece della conferenza stampa, “quel giorno la Fnsi promuoverà una protesta simbolica che coinvolgerà i presidenti e i segretari delle Associazioni regionali, i cronisti e giornalisti tutti”. Ma sarà solo il primo passo. “A seguire – si legge in una nota Fnsi -, il 3 gennaio prossimo sarà convocata la Conferenza dei Comitati di redazione per stabilire la scansione temporale delle azioni che dovranno portare allo sciopero generale, uno sciopero contro la censura di Stato e per rivendicare l’identità e la dignità della nostra professione”.
La protesta di Fnsi e Associazioni regionali di Stampa, fanno sapere i giornalisti, “proseguirà fino allo sciopero generale con l’organizzazione di presidi davanti alle prefetture italiane”. In queste azioni, inoltre, “sarà importante essere affiancati dalla società civile e dalle organizzazioni che si battono per la carta costituzionale e la democrazia”. Insomma, la Federazione nazionale della Stampa italiana chiama a raccolta, oltre ai giornalisti, anche i lettori. Il “Bavaglio Costa”, come lo hanno chiamato dal sindacato, è il primo grande terreno di scontro che consente ai giornalisti di imbastire una polemica contro la maggioranza.
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