Categories: Giurisprudenza

ASSANGE CONTRO OBAMA

Dalle mura dell’ambasciata ecuadoregna a Londra, in cui è rifugiato da circa tre mesi, Julian Assange accusa Barack Obama in videoconferenza.
L’occasione è stata una riunione all’Onu, organizzata dall’ Ecuador per i lavori dell’Assemblea Generale sul del diritto di asilo.
Assange punta il dito contro Obama e lo fa riferendosi al discorso che il presidente americano ha tenuto all’Onu qualche giorno fa., in quell’occasione Obama si è rivolto al mondo islamico per sottolineare il suo impegno affinché l’Iran non si doti dell’arma nucleare.
Ancora, Obama ha ribadito che gli Stati Uniti si impegneranno a fare di tutto per scongiurare ogni forma di violenza ed estremismo nel paese.
Il tutto succede a 41 giorni dalle elezioni presidenziali negli Usa, un caso? Non la pensa così Julian Assange che vede nel discorso di Obama una strategia demagogica che poco ha a che fare con il reale interesse per il mondo islamico.
L’ex fondatore di Wikileaks, accusa Obama di sfruttare la situazione di tensione della primavera araba, unicamente per un tornaconto personale in vista delle imminenti elezioni.
Il risentimento di Assange verso gli Stati Uniti, va letto anche sotto il profilo giudiziario.
Come ben noto, la vicenda giudiziaria di Assange, inizia nel 2010 quando viene accusato da due donne (ex dipendenti di Wikileaks) di aggressione sessuale, scatta l’arresto ma in seguito riesce ad ottenere i domiciliari.
L’imputato perde il suo ultimo appello nel giugno 2012 e rischia l’estradizione negli Stati Uniti, paese in cui potrebbe essere giustiziato con la pena di morte., con l’aggravante capo di imputazione di spionaggio per l’affair Wikileaks.
Intanto mentre le diplomazie di Gran Bretagna ed Ecuador cercano un compromesso, si fa avanti Amnesty International con una proposta: che sia la Svezia a garantire che Assange non potrà essere estradato da Stoccolma agli Usa per il caso dei cablogrammi segreti americani pubblicati da Wikileaks.
Una proposta che però manca di garanzie e soprattutto resta da capire, chi si farebbe garante del rispetto dell’accordo?

editoriatv

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