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Apple vs Tableta. In Spagna è guerra per i brevetti

La vittoria in tribunale della piccola azienda di Valencia, Nuevas Tecnologias y Energias Català accusata da Apple di aver copiato l’iPad, potrebbe mettere in pericolo il castello di certezze di Cupertino.
Il “corpo del reato” è il tablet dotato di sistema operativo Android, NT-K Pad, posto sotto sequestro un anno fa dopo una denuncia depositata dalla Mela per una presunta violazione della propietà intellettuale relativa al design dell’iPad. Denuncia che è stata archiviata proprio qualche giorno fa. Si tratta di una diatriba molto simile a quella ancora in corso tra Apple e Samsung negli Usa e che potrebbe avere interessanti risvolti dopo la clamorosa sentenza spagnola.
Per averla vinta è bastato che la società iberica sporgesse reclamo alla Commissione Antitrust, facendo leva sul comportamento scorretto della rivale, peraltro già adottato con successo da Cupertino sempre in Europa con il blocco delle vendite dei dispositivi Galaxy di Samsung in Germania, Olanda oltre che in Australia e in Giappone. La richiesta di risarcimento per mancato guadagno e per danni di reputazione avanzata da NT-K ora potrebbe avere serie ripercussioni sulla causa che vede contrapposti, sempre per motivi legati al design, l’iPad di Apple e il Galaxy Nexus di Samsung. Per dicembre è previsto infatti il confronto in aula di entrambi i colossi con la possibile testimonianza di tre ingegneri d’eccezione che avrebbero provveduto personalmente allo sviluppo di vari device della Mela, avendone curato l’aspetto, i materiali ed altri profili tecnologici appositamente registrati per mezzo di brevetti. Quelle stesse dieci licenze invocate da Apple contro Samsung e la cui validità verrà ora messa in discussione dalla stessa azienda sudcoreana forte anche della prima sconfitta subita da Cupertino in Spagna. L’esito della causa sarà in ogni caso decisivo soprattutto alla luce della riforma del sistema brevettuale operata di recente dal Presidente Usa, Barack Obama, con l’approvazione dell’ “America Invents Act”. Secondo il nuovo sistema introdotto per legge negli Stati Uniti, a sancire l’attribuzione di una licenza sarà infatti la formula del “first to file”, ovvero il primo a depositare il brevetto presso l’Ufficio Marchi e Brevetti Statunitense (USPTO) avrà il diritto di esclusiva su di una data tecnologia.
Il nuovo principio sostituisce di fatto quella che è stata per 60 anni la regola vigente nell’assegnazione delle licenze di proprietà intellettuale, quella cioè basata sulla formula del “first to invent”, che recitava “ha il diritto al brevetto colui che ne è riconosciuto come inventore”. La riforma prevede in sostanza una procedura più veloce per la concessione delle licenze, riducendola a 12 mesi di attesa contro la media precedente di tre anni oltre a dotare lo stesso USPTO degli strumenti necessari ad un più puntuale controllo sulla qualità dei titoli di esclusiva avanzati dalle aziende, e concedendo agevolazioni alle società di dimensioni pù ridotte. Insomma un sistema che avrebbe sì il merito di sveltire e fare più ordine sui criteri di assegnazione e la tutela dei brevetti negli Stati Uniti ma che d’altro canto potrebbe incrementare anche il numero delle dispute legali specie se l’oggetto del contendere, come nel caso di Samsung ed Apple, si riduce al semplice “design” di un dispositivo.

Luana Lo Masto

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