Assicurare un maggiore equilibrio dell’informazione, in particolare nei telegiornali. E’ questo il richiamo dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ai tg, dopo la pubblicazione dei dati del monitoraggio sul pluralismo politico da aprile a settembre, in cui il governo supera quota 33% nelle presenze in video, sforando così il tetto di un terzo per ciascuno assegnato a governo, maggioranza e opposizione. Lo squilibrio, relativo sia alle televisioni Mediaset sia alla Rai (Tg2), “riguarda – sottolinea l’Agcom – sia il rapporto tra le diverse forze politiche, sia quello tra le forze politiche e il governo, dando, in alcuni casi, prevalenza a quest’ultimo”.
Questi i dati di settembre: il premier, Silvio Berlusconi ha parlato direttamente in voce (“tempo di parola”) per il 44,34% sul Tg4 (governo al 20,56%), per il 42,08% su Studio Aperto (governo al 29,18%), per il 19,42% sul Tg5 (governo al 38,54%). Sulla Rai, il Tg2 si distingue per lo spazio concesso al governo (37,79%), col premier al 9,02%. Meglio va in questo caso al Pd (13,24%) e al Pdl (11,36%). Segue il Tg1 con un 27,7% al governo, 5,27% al premier, 23,93% al Pd, 15,83% al Pdl. Infine, il Tg3, dove il governo e’ presente solo per il 16,26% (con il premier al 7,33%) degli interventi in voce, mentre il Pd recupera con un 26,41% e il Pdl si attesta al 15,73%. Questa la situazione del TgLa7: governo al 29,31%, Berlusconi al 9,30%, Pd al 25,36%, Pdl al 3,18%.
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