Il fondatore e amministratore delegato di Facebook, Mark Zuckerberg, ha fortemente criticato il governo americano per aver rallentato il piano di riforma delle agenzie di intelligence. In una nota pubblicata sul noto social network l’ad ha detto di aver telefonato al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, per esprimere la sua “frustrazione” sui danni che il governo ha causato con il suo programma di spionaggio rivelato dalla talpa Edward Snowden.
“Sfortunatamente sembra che ci voglia ancora molto tempo per una vera riforma completa”, ha scritto Zuckerberg. Facebook è uno dei gruppi hi-tech americani, insieme a Google e Yahoo!, che hanno fatto pressioni ed espresso sdegno in riferimento ai continui accessi senza permesso ai loro server da parte dell’Nsa.
Il fondatore del colosso di Menlo Park, California, ha ricordato che “la creazione dell’Internet che vogliamo” dipende da tutti.
Ha anche aggiunto che la sua società ha speso molte energie per rendere il social network sicuro in un periodo in cui la fiducia da parte degli utenti nella Rete è una questione di vitale importanza.
“Per questo sono molto confuso e demoralizzato dai ripetuti rapporti sul comportamento del governo americano. Quando i tuoi ingegneri lavorano senza tregua per migliorare la sicurezza, ci immaginiamo di proteggervi dai criminali e non dal nostro stesso governo”, ha detto.
“Il governo americano dovrebbe essere il sostenitore principale di Internet, non una minaccia. Per questo devono essere molto più trasparenti rispetto a quello che fanno, oppure le persone penseranno al peggio”, ha concluso Zuckerberg, ricevendo migliaia di risposte di sostegno da parte degli utenti del social network.
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