Il presidente della Commissione di Vigilanza Rai Sergio Zavoli non ha usato giri di parole: «L’opinione pubblica è sempre più unanime nel criticare l’atteggiamento del Tg1 che pervicacemente continua a produrre i motivi del discredito professionale e politico che non giova al prestigio del servizio pubblico». Così ha parlato rivolgendo le sue domande al direttore generale della Rai Lorenza Lei, chiamata in audizione. Zavoli ha sottolineato il calo di ascolti della Rai, «che principalmente è del Tg1». Zavoli ha posto alcuni quesiti al dg della Rai, a cominciare dai «preoccupanti segnali di una generale disaffezione verso il servizio pubblico. Il canone visto come la tassa più odiosa e quindi da non pagare. Calo di ascolti del Tg1».
Lorenza Lei ha difeso il suo operare con “onestà intellettuale”: «Io non sono faziosa né pretestuosa dico che ci sono regole che vanno rispettate come policy aziendale. Non seguo una linea misteriosa che parte da lontano e che elimina soggetti e persone». Una sottolineatura che Lorenza Lei ha fatto a proposito della domanda di uno dei commissari sull’uscita dall’azienda di tre figure come Michele Santoro, Paolo Ruffini e Serena Dandini. Pura coincidenza l’uscita dei tre, sono tre casi distinti: «Santoro ci ha chiesto di andare via, ora stiamo lavorando perchè nella stagione da gennaio in poi ci sia un programma adeguato che possa raccogliere lo spirito dello spazio che Santoro ha lasciato. Il direttore di rete sta lavorando a questo progetto. La bacchetta magica non ce l’ha nessuno, si lavora».. Quanto a Ruffini, «anche lui ha scelto di andare via», e una scelta l’ha fatta anche la Dandini: «Le porte sono aperte per la Dandini, il programma è Rai, il programma è nel palinsesto e sarà il direttore di rete a decidere cosa mettere in quella fascia».
(La Repubblica)
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