Sono due le questioni che, in questi giorni, stanno impegnando il dg Mauro Masi. Da un lato c’è da chiudere il problema delle nomine in Rai, dall’altro c’è la trattativa con Sky. Masi ha ricevuto mandato unanime dal Cda della Rai per valutare se sia nell’interesse dell’azienda rinegoziare il contratto con la pay-tv di Murdoch, in scadenza il prossimo 31 luglio o abbandonare questa piattaforma per puntare tutto su Tivù Sat, frutto di un accordo con Mediaset e Telecom Italia, che entro l’estate sarà operativa. Per la Rai, abbandonare Sky significherebbe rinunciare a circa 475 milioni di euro (per sette anni). Soldi che farebbero certamente comodo alla concessionaria del servizio pubblico.
Ieri, a margine del “Mediaset Days”, l’evento organizzato a Torino dal gruppo Mediaset per spiegare agli utenti il passaggio al digitale terrestre, Marco Giordani, ad di Rti ha spiegato che la trattativa tra Rai e Sky “è indipendente da Mediaset”. Federico Di Chio – direttore del Coordinamento Progetto Tv digitale Terrestre del gruppo Mediaset – ha aggiunto che “Non c’è rapporto fra noi e Sky. Se la Rai dovesse portare in esclusiva i suoi canali sul digitale terrestre, alla fine non cambierebbe molto”. “La questione – ha concluso – è esclusivamente commerciale”.
Ma qual è davvero il nocciolo della questione? Forse neanche Rai e Sky lo sanno, per questo si rimanda la decisione. L’era del digitale terrestre è appena all’inizio e non si sa come evolveranno i nuovi ruoli di fornitore di contenuti ed operatore di rete. Che succederà agli abbonamenti della pay tv di Murdoch, se la concessionaria pubblica non rinnoverà il contratto? E che succederà agli ascolti di Viale Mazzini? Diminuiranno gli attuali 5 milioni di abbonamenti a SKY o i telespettatori RAI? O entrambi, con grande gioia di Mediaset?
Venerdì prossimo potrebbe esserci il primo incontro tra i vertici di Sky e Rai. Staremo a vedere.
Fabiana Cammarano
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