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USPI, SOSPENSIONE AGEVOLAZIONI POSTALI FATTO GRAVE E SBAGLIATO ANCHE NEI PRESUPPOSTI NORMATIVI

In una lettera ai Sottosegretari Gianni Letta e Paolo Bonaiuti, il Segretario Generale dell’USPI, Francesco Saverio Vetere, esprime tutto il disappunto dell’USPI per il decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 30 marzo 2010 che dispone la sospensione fino al 31 dicembre 2010 delle agevolazioni postali per l’editoria. Per il Segretario dell’USPI si tratta di un fatto “di inaudita gravità e potenzialmente idoneo a decimare concretamente un settore già in grave crisi come quello dell’editoria medio – piccola”.
“Le agevolazioni postali – si legge in una nota dell’Uspi – sono previste da decenni da leggi che ne fissano i criteri di applicazione e demandano ai decreti ministeriali esclusivamente la misura delle tariffe e delle conseguenti agevolazioni. I decreti, quindi non hanno altra funzione che quella di eseguire concretamente la volontà del Parlamento. Disporre con decreto la sospensione delle agevolazioni significa ottenere un risultato che solo la volontà espressa dal Parlamento avrebbe potuto ottenere: la fine di questa forma di sostegno all’editoria”.
“Il Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri provvede al rimborso in favore della Società Poste Italiane SpA della somma corrispondente all’ammontare delle riduzioni complessivamente applicate, nei limiti dei fondi stanziati sugli appositi capitoli del bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei Ministri. La norma, quindi, prevede che siano i rimborsi a Poste Italiane a dipendere dall’ammontare dello stanziamento, non le tariffe agevolate.
Questo vuol dire che, venendo meno i fondi, mai dovranno cessare le agevolazioni postali, anche perché il pretesto del venir meno dei fondi determinerebbe la possibilità per qualunque Governo di abrogare di fatto le agevolazioni postali aggirando la volontà del Parlamento ( cosa che, per l’appunto, si sta verificando in questo caso)”.
Federica Liucci

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