Categories: Radio/TV

USIGRAI: DUE GIORNI DI SCIOPERO PER RIPRENDERCI LA RAI

Due giornate di sciopero da attuarsi nel segno dello slogan “Riprendiamoci la Rai” sono state affidate all’unanimità (con un’astensione) dall’assemblea dei CdR all’esecutivo Usigrai, con la richiesta di avviare subito le procedure per la prima, dopo le risposte inadeguate e inaccettabili date dall’azienda su un reale progetto di libertà e pluralismo, di rilancio dell’informazione, di riorganizzazione degli asset, di sviluppo tecnologico, nonché sulla mancanza di congruità dei palinsesti.
La necessaria strategia di cambiamento appare attuata con improvvisazione. Da ultimo, e a titolo esemplificativo, gli episodi che riguardano il tentativo di chiusura della terza edizione della Tgr e la proposta di una trasmissione, ritenuta dai giornalisti di scarsa valenza editoriale, che sembra avere il solo fine di destrutturare senza un nuovo disegno il canale all news. Dal Direttore generale Lorenza Lei sono finora mancate l’ultima parola e la capacità di porre un argine ad alcuni atti di arroganza.
La prima giornata di sciopero sarà aperta alle testate contro le quali maggiormente sta impattando il comportamento aziendale.
La seconda di sciopero sarà, invece, attuata successivamente, se possibile d’intesa con le organizzazioni sindacali dei dirigenti e dei lavoratori, dopo un tour per l’ Italia che l’ Usigrai effettuerà e una serie di incontri con le forze politiche, e avrà un obiettivo esterno all’azienda. Per una serie di motivi la Rai oggi appare un vascello in alto mare, immobile, in attesa di burrasca. Non c’è certezza di risorse, la natura giuridica è ormai quella di organismo di diritto pubblico. Con le regole di un municipio siamo costretti ad affrontare un mercato multipiattaforma fortemente concorrenziale. Un nuovo consiglio di amministrazione non potrà essere rieletto con le attuali regole che disciplinano la governance e che si traducono in un diretto controllo dei partiti.
Così il servizio pubblico è destinato ad andare a voraci privati, a diventare marginale o a scomparire, un’ idea alla quale i giornalisti non si rassegneranno.

editoriatv

Recent Posts

I giornalisti lombardi aderiscono allo sciopero: “Diritti, tutele e soldi”

L’Associazione lombarda dei Giornalisti sarà in campo: il 27 marzo le penne lombarde resteranno ferme…

10 ore ago

Gedi svuotata e venduta ma gli Elkann non hanno mai nascosto il loro obiettivo

Il Sole tramonta su Gedi. Su quello che doveva essere, con il passaggio agli Elkann,…

10 ore ago

Sciopero dei giornalisti: due giornate di protesta il 27 marzo e il 16 aprile

Il mondo dell’informazione si prepara a fermarsi in due date chiave: il 27 marzo e…

10 ore ago

Gedi, il Cdr di Repubblica: “Elkann non ci mancherà”

L’ultimo schiaffo: per il Cdr di Repubblica, la decisione di comunicare l’ufficialità della vendita di…

1 giorno ago

Fnsi, gli Elkann e “gli interrogativi (e le macerie) dell’operazione Gedi”

La parabola è compiuta: “Doveva essere il più grande gruppo editoriale europeo, invece Elkann lo…

1 giorno ago

Gedi, c’è l’intesa: diventa ufficiale il passaggio ad Antenna

Alla fine, gli Elkann hanno veramente venduto Gedi ai greci di Antenna. L’affare è ufficiale:…

2 giorni ago