Berlin, Germany - February 19: In this photo illustration the logo of chinese media app for creating and sharing short videos TikTok, also known as Douyin is displayed on a smartphone on February 19, 2019 in Berlin, Germany. (Photo by Thomas Trutschel/Photothek via Getty Images)
L’Ue stanga TikTok: più di mezzo miliardi di euro per aver trasmesso in Cina dati personali degli utenti europei. In pratica, per tutto quello per cui Bruxelles litiga, da tempo, con Meta, Google e le altre major digitali americane. La stangata è arrivata dal garante privacy della Ue. La decisione non ha evidentemente tenuto in conto, se non in senso confermativo, le ammissioni di colpa, seppur parziali, giunte dalla stessa TikTok dopo aver smentito, in precedenza, di aver mai trasferito i dati degli utenti europei in Cina. Gran parte della multa riguarda, però, i dati dei minorenni che, anche questi, secondo il vicecommissario Dpc Graham Doyle “TikTok non è riuscita a verificare, garantire e dimostrare che i dati personali degli utenti (europei), a cui il personale in Cina aveva accesso da remoto, godessero di un livello di protezione sostanzialmente equivalente a quello garantito all’interno dell’Ue”. TikTok però non ci sta e ha già annunciato l’intenzione di presentare ricorso. Come ha riferito Christine Grahn, dirigente della divisione europea del social cinese, Tik Tok “non ha mai fornito i dati degli utenti europei” e pertanto, ribadendo di non sentirsi “d’accordo con questa decisione” ha spiegato che l’azienda ha intenzione di “presentare ricorso integrale”. La vicenda si registra proprio alla vigilia della “concessione” da parte dell’Ue a Meta di utilizzare i dati degli utenti che non si saranno opposti al loro eventuale utilizzo. E di cui Zuckerberg si servirà per addestrare la sua Intelligenza artificiale.
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