La Direttiva 2002/58/CE sull’ePrivacy obbliga gli Stati membri a garantire che, prima di essere inseriti in un elenco pubblico, gli abbonati siano informati degli scopi dell’elenco e di qualsiasi uso che potrà esserne fatto al fine di evitare l’invio di comunicazioni commerciali indesiderate. Tale disposizione era praticamente ignorata in Italia tanto che l’Ue, nel gennaio 2010, aveva aperto una procedura d’infrazione. L’Italia ha reagito con una nuova normativa sul telemarketing che prevede che gli abbonati che non desiderano ricevere telefonate promozionali debbano iscrivere la loro utenza telefonica nel Registro delle opposizioni, entrato in funzione il 1 febbraio scorso e gestito dalla Fondazione Ugo Bordoni. L’Italia si è, in questo modo, allineata alle disposizioni della direttiva sulla privacy e sulle comunicazioni elettroniche e la Ue ha deciso di chiudere il procedimento d’infrazione.
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