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Twitter, nessuna proprietà sui cinguettii

Si è chiuso il caso che vedeva contrapposti un’azienda e un ex dipendente per la presunta proprietà di un account Twitter. Una vicenda che ha sollevato la questione sulla possibilità di attribuire un valore monetario ai follower. Dopo circa un anno e mezzo di mediazioni e trattative, si è chiusa la vicenda legale che ha visto contrapposti Noah Kravitz e il suo ex datore di lavoro PhoneDog. Kravitz era stato denunciato per “appropriazione indebita di segreti industriali e del controllo dell’account, nonché ostruzione agli introiti economici”, accusa legata al mantenimento dell’account Twitter, utilizzato a scopi professionali, e che il lavoratore aveva mantenuto, seppur con un nome diverso, dopo la cessazione del rapporto di lavoro.

Al momento, non si conoscono i termini di accordo tra le parti, ma è plausibile che i giudici abbiano accolto le istanze di Kravitz, il quale ha chiosato: “oggi è una bella giornata”. Kravitz ha altresì spiegato come la controversia legale indichi l’importanza dei social media sul luogo di lavoro e la conseguente necessità di giungere ad accordi chiari e trasparenti tra dipendenti e dirigenza.

Il caso in questione ha ricevuto una notevole attenzione da parte dei media per essere il primo potenziale esempio nel quale veniva assegnato un valore monetario ai follower di un profilo Twitter. PhoneDog, infatti, aveva valutato l’account per 340mila dollari di danni, cioè 2,5 dollari per ognuno dei 17mila follower, una stima contestata dall’ex dipendente che ha spiegato come la remunerazione dei follower sia tutta da dimostrare. Sebbene dalle parole di Kravitz non risulti alcun riferimento ai dettagli dell’accordo legale, è del tutto probabile che le parti siano giunte a una soluzione amichevole.

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