Il Tribunale di Milano ha dato ragione a un imprenditore italiano e ha imposto a Google di rimuovere alcuni termini come ‘truffa’ o truffatore’ che venivano associati automaticamente digitando il suo nome dal servizio Google Suggest. Attraverso tale funzione, il motore di ricerca suggerisce alcuni termini mentre ancora l’utente sta terminando di inserire la query, per far risparmiare tempo.
Medesima sentenza era stata emessa dal Tribunale di Parigi, lo scorso anno, quando i giudici hanno dato ragione a un utente che era stato condannato per corruzione di minore – sentenza contro cui è stato presentato ricorso. Effettuando una ricerca col suo nome e cognome, infatti, attraverso ‘Google Suggest’, i risultati proponevano espressioni quali ‘satanista’, ‘stupratore’, o ancora ‘prigione’ che Google ha dovuto fare sparire, pena la condanna al pagamento di 500 euro al giorno per violazione.
È morto il giornalista Marco Vignudelli. Arriva il cordoglio dell’Usigrai. Che in una nota ha…
La creator economy italiana entra ufficialmente in una nuova fase. Con le recenti indicazioni operative…
E così gli storici quotidiani della famiglia Riffeser passano di mano. Leonardo Maria Del Vecchio…
Gli occhiali intelligenti sviluppati da Meta insieme a Ray-Ban ed EssilorLuxottica stanno aprendo una nuova…
Lo squillo del telefono è diventato l’incubo degli italiani. A tutte le ore del giorno…
Sciopero della fame “finché non si sblocca tutto”: il deputato di Italia Viva Roberto Giachetti…