“Con il Roma, ci sono sette testate che scompariranno in Campania”. Lo dice Roberto Paolo, vicedirettore dello storico quotidiano partenopeo e presidente della Federazione Italiana dei Liberi Editori durante la manifestazione che questa mattina a Roma vede impegnati giornalisti e lavoratori sulla trincea, tanto calda quanto delicatissima, dei tagli all’editoria.
“L’informazione su carta, in Campania, resterà “monopolio” di un solo giornale, il Mattino. Che ha valentissimi professionisti ma un unico giornale per un’intera Regione ci pare un po’ poco”.
Paolo che quindi passa al quadro nazionale. “Devo partire con un’amara considerazione: noi siamo qui davanti al Parlamento e al palazzo del governo perché pensiamo che in questi Palazzi vengano decise le norme che ci riguardano. Ma sappiamo che, almeno per una parte di questo governo, quella che fa capo al Movimento Cinque Stelle, le decisioni non vengono prese qui dentro ma da una società privata, la Casaleggio associati”.
E perciò aggiunge: “Questa norma è stata voluta da loro e, seppur pare offensivo dirlo è però la verità: qui siedono purtroppo dei burattini che prendono ordini dalla Casaleggio Associati. Il primo burattino è Luigi Di Maio e il secondo burattino, duole dirlo ma ne abbiamo le prove cartacee, si chiama Roberto Fico che poche settimane prima prima delle elezioni è venuto in redazione da noi, ha conosciuto tutti i soci della cooperativa, è stato con noi, lo abbiamo intervistato e ci è stato detto ‘non toccheremo mai i contributi alle cooperative come la vostra. Noi teniamo alle libertà di informazione e alle realtà che conosciamo bene sui territori’. E qualche giorno fa Roberto Fico, in una dichiarazione, ha difeso il provvedimento che taglia i contributi”.
I dubbi, perciò, sono tanti: “Cosa è successo? Ha conosciuto nuove realtà e ha capito che noi siamo brutti e cattivi?. In realtà è successo che ha ricevuto gli ordini della Casaleggio associati e lui si è allineamento agli ordini di scuderia”.
E infine la chiosa che tira in ballo le responsabilità della Lega di Matteo Salvini: “Ma noi qua stiamo a dire che i cattivi sono sempre i Cinque Stelle un’altra cosa che abbiamo imparato. I Cinque Stelle non sono maggioranza né nel Paese e nemmeno in questi Palazzi: da soli non possono approvare neanche un regolamento condominiale. Hanno bisogno dei voti della Lega e la Lega nelle settimane scorse, sia in privato che in pubblico, in particolare Alessandro Morelli, ha detto che questo emendamento non sarebbe mai passato coi voti della Lega. Oggi la Lega li approva, grazie alla Lega passa l’emendamento. Hanno cambiato idea anche loro? No, avranno ricevuto qualcosa in cambio. Non sappiamo cosa”.
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