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TAGLI AI CONTRIBUTI. GIORNALISTI, POLIGRAFICI E EDICOLANTI CHIEDONO RIFORMA EQUA E RIGOROSA

Si sono riuniti nella sede della Federazione nazionale della stampa italiana, alla presenza dei vertici del Sindacato dei giornalisti, il Coordinamento dei comitati di redazione dei quotidiani di partito, cooperative e non profit, Articolo 21, Mediacoop, Sinagi, Sindacati di categoria Cgil, Cisl, Uil e Ugl per esaminare i primi risultati dell’iniziativa svolta alla Camera per ripristinare il diritto soggettivo dei contributi diretti all’editoria.
Una nota riferisce che è stato considerato positivo l’introduzione, nel ddl sulle attività produttive collegato alla Finanziaria 2009, di una moratoria che riconferma temporaneamente il diritto soggettivo. Positivo anche il fatto di aver reso vincolante il parere delle Commissioni Parlamentari sul nuovo regolamento. Sorprende, però – continua la nota -, che il Sottosegretario Bonaiuti nell’audizione del 19 novembre alla Commissione Cultura della Camera abbia affermato che la proroga riguarda solo i contributi del 2008, mentre il testo legislativo approvato dalla Camera dice chiaramente che le norme introdotte dal decreto Tremonti entreranno in vigore solo nell’anno successivo all’entrata in vigore del regolamento, facendo quindi salva la certezza dei contributi sia per il 2008 che per il 2009.
La nota ribadisce, inoltre, la gravità della presa di posizione del Governo che, durante il voto della Finanziaria 2009 alla Camera, ha imposto il ritiro degli emendamenti di maggioranza e respinto quelli dell’opposizione che chiedevano un consistente rifinanziamento del fondo dell’editoria.
Ora è importante – conclude la nota – che il Senato provveda a ripristinare le risorse necessarie oltre che confermare la moratoria di due anni dell’entrata in vigore del decreto Tremonti e il parere vincolante del Parlamento sul regolamento predisposto dal Sottosegretario Bonaiuti. In assenza di queste due misure restano gravi i rischi di chiusura di decine di testate di partito, cooperative e non profit, con le conseguenti ricadute sulla garanzia di pluralismo, nonché sui livelli occupazionali di in settore già in difficoltà.
Serve una riforma organica dell’editoria che introduca garanzie, sviluppo, equità e vero rigore e la conferma del diritto soggettivo. Ma non è pensabile che si possa avviare la discussione sulla riforma se, mentre si discute, decime di testate chiudono la propria attività. risulta, perciò, del tutto incomprensibile e contraddittorio che si faccia un regolamento che interviene sui criteri di erogazione dei contributi vanificando il tutto con tetti predeterminati. Occorre, quindi, che il Parlamento consegni al settore e al Paese un quadro di risorse e di certezze per un settore fondamentale come quello dell’informazione.
Su questi temi mercoledì prossimo 3 dicembre alle ore 12 si svolgerà una conferenza stampa a Palazzo Madama nella Sala Stampa del Senato in Corso Rinascimento.

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