Un registro pubblico delle opposizioni: così è stato presentato da un recente comunicato stampa diramato dal ministero dello Sviluppo Economico. Che provvederà all’istituzione e alla successiva gestione di uno specifico elenco anti-invadenza, per consentire ai cittadini di difendersi dagli squilli del telemarketing.
Obiettivo, garantire ai cittadini del Belpaese la possibilità di iscriversi ad una lista di utenze telefoniche, tutte contrarie alle pressanti chiamate del telemarketing. Un registro pubblico, dunque, alla fine autorizzato dal Consiglio dei Ministri per raccogliere tutti quegli abbonati che non desiderano essere più contattati per scopi commerciali o promozionali.
Una mossa atta a salvaguardare la privacy dei vari utenti, non più raggiungibili dagli operatori del settore. L’iscrizione sarà ovviamente a discrezione degli abbonati, le cui richieste dovrebbero essere soddisfatte dagli operatori nel più breve tempo possibile.
E proprio quest’ultima previsione è stata duramente contestata, soprattutto da parte di chi ha sottolineato come debbano essere istituite multe salate a carico degli operatori più pigri. Sugli operatori dovrebbe pendere un limite temporale entro cui soddisfare le varie richieste, non semplicemente avere a disposizione una formula generica come “nel più breve tempo possibile”.
L’istituzione del registro anti-invadenza dovrebbe comunque mettere fine alla violazione da parte del governo italiano della direttiva europea 2002/58/CE, alimentata dal decreto legge 207 del 2008. Una violazione che tuttavia è consentita fino a due mesi dopo l’istituzione dell’elenco.
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