“Sognatori e concreti”. Sono così i grandi imprenditori raccontati da John Byrne nella sua classifica pubblicata da Fortune Magazine sui 12 imprenditori più grandi “dei nostri tempi”. Una graduatoria dominata dai visionari della new economy, guidata da Steve Jobs fondatore di Apple, che ha sempre rifiutato focus group e ricerche di mercato, e seguito dal rivale Bill Gates che in Microsoft ripete sempre lo stesso mantra: “Scoprire persone estremamente sveglie per costruire piccole squadre”.
Ma la classifica della rivista americana non è priva di soprese. A cominciare dall’assoluta assenza di donne: “Oprah Winfrey ha costruito un impero nel mondo dei media e Anita Roddick di Body Shop – spiega Byrne – ha dimostrato che è possibile produrre rimanendo responsabili verso la società e l’ambiente, ma non hanno cambiato il modo di fare business”.
Per stilare la classifica i parametri considerati sono stati sociali ed economici; l’ispirazione; l’innovazione e la performance del gruppo. Ecco perché in testa a tutti poteva essere solo Jobs con i continui record di Apple. Ma forse il ruole più stupefaciente è quello dell’indiano Narayana Murthy, il visionario fondatore di Infosys che ha creato una della più grandi società indiane aiutando l’economia del Paese a trasformarsi diventando uno delle più grandi del mondo.
Tra i big ci sono anche anche Fed Smith di Fed Ex. Larry Page e Sergey Brin di Google, Mark Zucerberg di Facebook, Muhammed Yunus, Sam Walton di Wal Mart, Herb Kelleher di Southwest Airlines, John Mackey di Whole Foods e Howard Schultz di Starbucks.
Il preferito di Fortune Magazine però è Jeff Bezos, l’inventore di Amazon, “un sognatore che ha saputo essere creativo e concreto”. Un sognatore che nel 1992 ha dato le dimissioni da vice presidente di uno dei più grandi hedge fund di New York per inseguire l’idea di vendere libri online, quando ancora la rete internet è qualcosa di nicchia. Un sognatore che non ha ascoltato i consigli di chi gli diceva “lascia perdere è una buona idea, ma non per chi ha un lavoro come il tuo” e che oggi ha cambiato il modo di vendere qualunque oggetto: dal libro alla libreria.
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